6 Maggio: Sciopero Generale CGIL.

La SLC-CGIL POSTE, Camera del Lavoro “Centro”, invita tutti a partecipare alla giornata di sciopero generale indetta dalla C.G.I.L. per il giorno 6 di Maggio. Una giornata di protesta in un momento veramente difficile per tutti. Sappiamo che la giornata ci verrà detratta dalla busta paga, ma sappiamo anche che in tutti i settori di poste questa giornata è “oggi” facilmente recuperabile con una prestazione aggiuntiva in più o con lo straordinario. Come succede ormai da mesi nel bancoposta…I soldi si recuperano facilmente, questa occasione no. La CGIL, riprende un cammino di forte impegno politico-sindacale, dal lavoro per i nostri figli, al fisco, alla tenuta dei diritti contrattuali e dei rinnovi fatti al ribasso in linea con l’Accordo Separato firmato da CISL e UIL. Tutti i contratti a rinnovo sono praticamente fermi da mesi, con un aumento medio di 82-83 euro. La CGIL dice no, il Primo sindacato dice no ad una politica ferma che non produce sviluppo, che sta facendo fuggire all’estero il “core-business” delle nostre piccole imprese. La scuola pubblica è al collasso e guarda caso viene incentivata la scuola privata, la sanità è al collasso, e guarda caso si convogliano “politicamente” fondi alle strutture private. Si prelevano fondi dalle pensioni, dai tagli all’occupazione, dai bilanci delle grandi aziende, si incentiva il gioco d’azzardo, anzichè contenerlo, perché e lo sappiamo tutti, rappresenta una fonte di guadagno di miliardi di euro a costo zero. Una politica miope, che non produce sviluppo, ricchezza, occupazione per i cittadini. Una “certa” politica che utilizza i capitali per pagare gli Stipendi, di Dirigenti scelti per convenienze politiche, non per le loro reali competenze. Uomini della politica mai liberi di agire secondo linee economiche giuste, propedeutiche a quell’Azienda, nessun vero “Piano d’Impresa”, nessun progetto a lungo termine…si naviga a vista. Questi signori della cattiva politica bruciano da anni, ingenti risorse economiche, prodotte da onesti cittadini, senza mai reinvestirli nel Paese. Incentivano il lavoro precario, producendo disservizi in ogni settore. Preferiscono detassare migliaia, di ore di straordinario, pur di abbattere il costo del personale in bilancio. Per poi finire a pagare molto di più, con i ricorsi vinti da migliaia di lavoratori ingiustamente licenziati in presenza di carenze strutturali. Non creano nessuna aspettativa di un futuro certo per i nostri ragazzi. Noi lavoratori di Poste Italiane siamo dentro questi processi, per una volta non facciamoci dire “I postali…una categoria senza amor proprio, i portalettere non ascoltano mai, il bancoposta ormai si è arreso, gli staff hanno avuto quello che volevano…fuggire dal territorio“. Dimostriamo che non è così, facciamogli vedere tutta la nostra rabbia! Non serve lamentarsi e basta, bisogna esserci tutti…insieme…in piazza. Le morti nel recapito sono aumentate (questa settimana è deceduta un’altra postina). Ogni giorno chi esce con un mezzo è a rischio della propria vita quindi facciamolo anche per loro. Lo stress da lavoro correlato è una realtà nel bancoposta. Se tutto quello di cui ci lamentiamo non lo diciamo tanto per dire, allora scioperiamo uniti e facciamo vedere la nostra presenza, anche indossando le divise. In questi giorni prepareremo degli striscioni, uno per ogni Recapito: Nomentano, Roma Centro, Prati ed un’altro per i lavoratori del Bancoposta e gli Staff.Il giorno della manifestazione ci daremo appuntamento in un punto ben preciso che a breve vi faremo sapere. Mobilitiamoci, diamo voce alle nostre difficoltà. Facciamo in modo di non nasconderci dietro scuse banali come: non vado, tanto ci sarà sicuramente chi sciopererà anche per me, non posso, rimango a casa, non serve a nulla, tanto non si cambia niente… e poi io non sono della cgil, Cose dette e ripetute che servono solo a farci diventare numeri, perché è anche questo che vogliono. Quindi ora come non mai…Non Disperdiamoci. La redazione.

admin

Caro Giorgio, non capisco se il tuo commento è ironico o ci credi veramente. Vorrei solo ricordati che i nostri diritti sia sul lavoro che nella vita di tutti giorni, sono frutto di sacrifici anche estremi di persone, uomini e donne che hanno lottato per darci un futuro migliore e nessuno di loro ha mai dubitato sul raggiungimento del traguardo.

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