Pensioni: Ribellarsi è giusto

Pubblichiamo un comunicato di Nicola Nicolosi, Segretario confederale CGIL sul doloroso tema delle pensioni. Come sempre vi auguriamo una buona lettura. La Redazione.


COMUNICATO STAMPA

 

Dichiarazione di NICOLA NICOLOSI, Segretario Confederale Cgil, Coordinatore Area ‘Lavoro Società’

 

PENSIONI: BASTA CON LE MISTIFICAZIONI, RIBELLARSI E’ GIUSTO

Mentre aumentano ancora le spese militari

Ieri (23 Ottobre ndr) il presidente del Consiglio ha annunciato l’intenzione di intervenire nuovamente sulla previdenza, sottolineando il proposito di unificare l’età pensionabile a 67 anni. Il tutto accade, incredibilmente, mentre si apprende del programma triennale di 16 miliardi di euro per l’acquisto di cacciabombardieri e per onorare le commesse con le industrie belliche. L’innalzamento progressivo dell’età pensionabile viene giustificato con l’agganciamento alla prospettiva di vita e con l’esigenza di adeguarsi a quanto previsto in altri paesi europei. Noi vogliamo denunciare l’inaccettabile processo di mistificazione che accompagna la questione previdenziale. I dati dimostrano come l’età pensionabile in Italia sia più alta al cospetto degli altri paesi: anche l’età effettiva, per citare un caso, è già oggi più alta rispetto a Francia e Germania. Non solo: i versamenti contributivi mostrano intollerabili difformità che Berlusconi si guarda bene dall’andare a toccare: basti pensare che dinanzi all’aliquota del 33% pagata dai lavoratori dipendenti per poter sperare in una pensione decente, ben 6 milioni di lavoratori autonomi versano tra il 10% e il 23%, accanto ai lavoratori agricoli che versano il 18%. Si tratta dunque di rigettare le mistificazioni per poter difendere il sistema previdenziale italiano e i lavoratori che lo sostengono concretamente. Checché ne pensi un premier ormai delegittimato, non si può andare in pensione con un piede nella fossa tanto più che l’allungamento dell’età di vita è una bufala, perché a 80 anni i lavoratori ci arrivano di norma in difficili o pessime condizioni fisiche. E allora se il disegno di Berlusconi è costringere milioni di cittadini a passare direttamente dal lavoro alla tomba, l’urlo di ribellione diventa assolutamente necessario.

Roma, 24 ottobre 2011

 

Eugenio

Concordo con le due risposte precedenti. Cosa si può fare? Noi poco. Si spera che tiri finalmente un’aria nuova, ma quando???

giuseppe

oramai ci volgiono far morire prima di riscuotere la pensione e la liquidazione ( come si prospetta 24/27 mesi dopo l andata in pensione) cosi dopo morti ti mettono la tassa di succesione sia sulla pensione e la liquidazione e dopo aver lavorato per 40 anni ti ritrovi a non godere neanche un po dei sacrifici fatti per una vita quando avresti un po di piu tempo libero e prima che arrivino le malattie della tera eta!!! bravi loro che hanno tutti i privilegi e stanno a baruffare per 5 anni se dura il governo e poi a beneficiare di tutti i privilegi che hanno e si tengono bene in pugno.,.non dovevano abbassarsi lo stipendio???? per dare credibilita alla popolazione?? ma hanno ancora rimandato a tempi migliori (per loro) mahh svegliamoci e quasi l ‘ora…prima che finiamo come i paesi del terzo mondo.. o ci manca poco???

laura

grazie del commento, SVEGLIAMOCI hai detto bene , alla prima occasione svgliamoci e uniti cambiamo le cose. E il momento di agire una pressione, di farli sentire controllati, stretti dai cittadini, sempre piu’ numerosi, sempre meno disposti a lasciar andare La redazione

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