Esodati Poste

 

Stampati

Pubblichiamo i due link per gli stampati da compilare ed inviare tramite racc. a/r all’Azienda. Inoltre su questa pagina dedicata troverete informazioni, comunicati, commenti. Non Abbassiamo il livello di Attenzione, maggiormente si è visibili, più sono alte le probabilità di riuscita. La Redazione.

1) Ripensamento e Diffida  (per chi ha firmato solo in Azienda)

2) Atto di Significazione  ( per chi ha firmato in Confindustria)

 

 Comunicato del 25 Dicembre 2011

Molti ci chiedono spiegazioni sui due modelli da inviare con raccomandata veloce. Specifichiamo l’indirizzo di invio:

Poste Italiane SPA

Resp RURC
Dott.ssa A.Calligaro

Viale Europa 190
00149 Roma

Il primo stampato e’ per tutti coloro che hanno firmato solo con l’Azienda e non vogliono piu’ andare via,  quindi chiedono e diffidano l’Azienda dal fargli cessare il rapporto di lavoro.

Il secondo e’ per chi ha firmato tutto ed e’ fuori dal rapporto di lavoro.

In entrambi i casi ,vanno fatte le raccomandate e certamente vi sara’ bisogno di rivolgersi ad un legale. Detto questo, sappiamo che vi e’ stato un rallentamento da parte Aziendale nel chiamare i lavoratori all’Industria, anche se ovviamente sono pochi i lavoratori che rimangono in sospeso , essendosi il tutto verificato a metà dicembre quando il grosso era andato via. Per il momento analizziamo quanto accade, rimaniamo in costante contatto e uniti.

Auguri, sembrerebbe una provocazione ma non lo e’, abbiamo veramente bisogno di un futuro migliore.  Non Disperdiamoci.

La Redazione

Comunicato del 27 Dicembre

Come da segnalazione di Paolo pubblichiamo l’articolo del “Sole 24 ore”. La Redazione

Comunicato del 28 Dicembre

Anche oggi non ci sono novità in merito alla situazione,disastrosa se attuata, delle migliaia di persone che hanno accettato l’esodo incentivato. Nessun comunicato dell’azienda, una surreale situazione, dove il governo sta decidendo di fare cassa anche su quelle migliaia di  lavoratori che hanno dato il loro onesto e consinstente contributo allo Stato, riducendoli di fatto allo stato di povertà. Ma non bisogna abbassare la guardia, continuiamo a occupare qualsiasi spazio all’interno della rete che porti a visibilità, coinvolgiamo le organizzazioni sindacali in manifestazioni, sit-in o quant’altro possa tenere alto il livello di discussione su gli “Esodati”. Non Disperdiamoci. La Redazione

Comunicato del 31 Dicembre

Ancor di più in questi momenti difficili, bisogna essere forti e auspicarsi un futuro migliore, cercando proprio l’affetto dei nostri cari per ricaricare volontà e coraggio. Noi Tutti della Redazione vi auguriamo un Luminoso 2012 e il ripristino della Serenità nei vostri Cuori. La Redazione

Comunicato del 3 Gennaio 2012

Anche oggi non vi sono novità, o meglio, nessun comunicato è giunto da parte dell’azienda. Comunque , grazie alle iniziative personali di tanti, si riesce comunque ad evidenziare il caso assurdo che vede coinvolte migliaia di persone. Una segnalazione ci giunge da Caltanissetta, dove un collega ha ottenuto una intervista su Antenna Sicilia, emittente locale visionabile sul digitale. Il pezzo andrà in onda alle 20.15 e noi cercheremo se possibile di riproporlo su questo blog. Ringraziamo Salvatore per la sua tempestiva segnalazione e continuiamo a tenere alto il livello di visibilità. La Redazione

Comunicato del 10 Gennaio

Pubblichiamo come da richiesta articolo su “Esodati”. La Redazione

LAVORATORI “ESODATI” DA POSTE ITALIANE: LA CGIL SLC CHIEDE L’INTERVENTO DEL PREFETTO

| gen 10, 2012 | Commenti 0

Richiesta d’intervento al Prefetto di Latina Antonio D’Acunto da parte del segretario generale  Cgil – SLC (Sindacato Lavoratori Comunicazione) Bruno Carlo a favore delle lavoratrici e dei lavoratori “esodati” di Poste Italiane S.p.A.

“La politica attuata in questi anni da Poste Italiane con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e, di conseguenza, gli organici, in particolare nel settore della sportelleria e del recapito, si è concretizzata con proposte individuali di incentivi all’esodo che hanno prodotto migliaia di accordi, sottoscritti da altrettante lavoratrici e lavoratori, che prevedevano, tra l’altro, a carico di questi ultimi, il versamento volontario dei contributi per il periodo utile al raggiungimento della pensione.

Le ultime modifiche legislative, intervenute a seguito dell’ultima manovra finanziaria denominata “Salva Italia”, hanno profondamente modificato le prospettive di coloro che all’epoca della sottoscrizione dei sopracitati accordi prevedevano di andare in pensione in una data che oggi è stata stravolta.

La situazione venutasi a creare è che circa 5000 ex Lavoratori di Poste Italiane, di cui almeno 25 posizioni in provincia di Latina, sono rimasti senza la possibilità di percepire la loro pensione alla data preventivata prima dell’emanazione del decreto legge 6 dicembre 2011 nr. 211.

Si sono di fatto allungati di oltre tre, quattro, cinque anni i termini per il raggiungimento dei requisiti pensionistici e pertanto la somma pattuita tra le parti per soddisfare le annualità che dovevano precedere la pensione risulta altamente inferiore e incongrua rispetto alle esigenze e alle aspettative di vita.

Inoltre i Lavoratori delle Poste (come tanti che lavorano in altri settori) non godono di alcun ammortizzatore sociale. In passato grazie ad accordi sindacali, la categoria era stata dotata di un proprio ammortizzatore sociale denominato “fondo di solidarietà”, autofinanziato dai Lavoratori e dalla stessa azienda (sulla falsa riga di quello del settore bancario), purtroppo però, nell’ultima riorganizzazione, l’Azienda Poste pur in presenza di un accordo sindacale che prevedeva l’uso dello strumento sopracitato, non ha inteso utilizzare le somme accantonate come strumento di ammortizzazione attraverso il fondo di solidarietà a garanzia dei lavoratori.

L’impatto sociale di questa gravissima situazione sta creando seri problemi agli ex lavoratori delle Poste e alle loro famiglie che vedono messi in discussione le proprie esigenze primarie, considerato inoltre che in una società dove il mercato del lavoro non offre alcuna prospettiva a lavoratori che hanno mediamente un’età al disopra dei 58 anni, riesce difficile pensare che possano trovare una nuova occupazione in attesa della pensione.

Alla luce di quanto esposto, la Segreteria di Latina SLC CGIL chiede un Vostro autorevole intervento presso l’autorità di Governo affinché si trovino le giuste soluzione al problema di queste lavoratrici e di questi lavoratori”.

Comunicato stampa del 13 Gennaio

Pubblichiamo un breve ma conciso e determinato comunicato stampa della Segreteria Nazionale di SLC CGIL.

13 gennaio 2012

Poste: Apuzzo (Slc Cgil), con mille proroghe si applichino vecchie regole a pensione lavoratori in esodo

venerdì, gennaio 13, 2012 Salvo Moschetto

Roma, 13 gennaio 2012 – “La segreteria nazionale Slc Cgil è impegnata a tutti i livelli affinchè, nel decreto Milleproroghe, vengano trovate le soluzioni atte ad applicare le vecchie regole ai lavoratori che hanno sottoscritto al 31 dicembre accordi individuali per la fuoriuscita dalla propria azienda – così dichiara in una nota Barbara Apuzzo, segretaria nazionale Slc Cgil.

“Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori (5000 solo dentro Poste Italiane) che per effetto delle modifiche apportate dal cosiddetto decreto Salva Italia, hanno un buco di 3-5 anni senza stipendio né pensione – prosegue la sindacalista. Da giorni sono in corso presidi anche davanti alle prefetture delle principali città italiane, per ricordare la drammatica condizione di questi lavoratori.”

Comunicato del 17 Gennaio

Oggi si tenuto l’incontro per gli “Esodati” di Roma Centro, in Camera del Lavoro. Un incontro che ha visto l’intervento di tante persone, tutte accomunate dal desiderio di giustizia per tutto il lavoro svolto in tanti anni in Poste. Un incontro che ha visto uno scambio di esperienze tra gli intervenuti e che ha ribadito l’impegno profuso fino adesso dalla CGIL, attraverso i comunicati, le informazioni costanti, attraverso i presidi fatti davanti alle Prefetture del Paese. Inoltre si riconosce e si dà fiducia al particolare impegno politico dato dal Partito Democratico e da Cesare Damiano. Resta comunque tra gli obiettivi prefissati una manifestazione nazionale durante i lavori di discussione del cosiddetto “Milleproroghe”. Noi come è nostra consuetudine daremo il massimo appoggio e la più tempestiva informazione su ogni possibile azione che porti come risultato una riacquistata serenità di tutte le cinquemila Persone “Esodate”. Non Disperdiamoci. La Redazione

 Comnicazione del 18 Gennaio

Pubblichiamo il testo integrale degli emendamenti su Pensioni e Lavoro, presentati in sede di discussione ed approvazione del Decreto “MilleProroghe” Ringraziamo Gigi per l’importante segnalazione. La Redazione.

 

 

 Comunicato Stampa del 18 Gennaio

 

Sindacato Lavoratori Comunicazione

COMUNICATO

In questi giorni si deciderà della sorte di 5000 lavoratori esodati di Poste Italiane che per effetto delle modifiche previdenziali previste dal così detto decreto “ Salva Italia” si troveranno senza pensione e senza retribuzione per un periodo che va dai 3 ai 6 anni.

La SLC-CGIL fa appello alle altre OO.SS. alle RSU perché cresca la mobilitazione nei prossimi giorni e arrivi chiaro e forte al Governo e alle opposizioni che è solo e soltanto macelleria sociale.

Chiediamo che si continuino a creare incontri con le istituzioni locali, a cominciare dai prefetti, affinchè la drammatica condizione delle lavoratrici e lavoratori di Poste Italiane oggetto del provvedimento possa trovare una immediata soluzione.

Approvato all’unanimità.

Roma, 18 gennaio 2012

Comunicato del 23 Gennaio

POSTE-Richiesta al prefetto di Roma (lavoratori “esodati”)

Richiesta d’intervento a favore delle lavoratrici e dei lavoratori “esodati”
di Poste Italiane S.p.A.

 

 

 

La politica attuata in questi anni da Poste Italiane, con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro, si è concretizzata in proposte individuali di incentivi all’esodo utili alla copertura volontaria dei contributi necessari al raggiungimento della pensione; si sono così prodotti migliaia di accordi con la conseguente fuoriuscita anticipata dall’azienda di altrettanti lavoratori sicuri di arrivare con tranquillità alla loro meritata pensione.

Le ultime modifiche legislative intervenute a seguito dell’ultima manovra finanziaria hanno di fatto cancellato la possibilità, per questi lavoratori, di raggiungere il  reddito da pensione in una data congrua ai sopra citati accordi.

La situazione venutasi a creare è che alcune migliaia di ex Lavoratori di Poste Italiane, di cui diverse centinaia nella nostra città ormai privi di un reddito da lavoro, rischiano di non avere neanche quello da pensione; infatti il prolungamento dei termini per il raggiungimento dei requisiti pensionistici rende insufficiente la somma pattuita tra le parti  sia per la contribuzione volontaria, sia per il sostentamento stesso di questi lavoratori.

Inoltre i Lavoratori delle Poste (come tanti che lavorano in altri settori) non godono di alcun ammortizzatore sociale. In passato grazie ad accordi sindacali, la categoria era stata dotata di un proprio ammortizzatore sociale denominato “fondo di solidarietà”, autofinanziato dai Lavoratori e dalla stessa azienda (sulla falsa riga di quello del settore bancario); purtroppo però, nell’ultima riorganizzazione, l’Azienda Poste ha deciso di non utilizzare le somme accantonate  da  tale fondo a garanzia dei lavoratori.

Questa situazione crea seri problemi agli ex Lavoratori delle Poste e alle loro famiglie che vedono messa completamente in discussione la possibilità di soddisfare le proprie esigenze primarie; considerato inoltre che in una società dove il mercato del lavoro non offre alcuna prospettiva a lavoratori che hanno mediamente un’età al disopra dei 58 anni, appare difficile pensare a nuove opportunità occupazionali in attesa della pensione.

Alla luce di quanto esposto, la  Segreteria CGIL Roma e Lazio e la Segreteria SLC CGIL di Roma e Lazio  chiedono un Suo autorevole intervento presso l’autorità di Governo affinché si trovino le giuste soluzioni al problema fin qui esposto.

 

(originale firmato)

Comunicato del 24 Gennaio

In merito al rinvio degli emendamenti sulle pensioni vi invitiamo alla lettura del seguente articolo del “Sole 24 Ore”, . Manteniamo viva l’opinione pubblica.

Comunicato del 25 Gennaio

Gruppo Poste Italiane : ESODATI ultime notizie

 

Notizia trovata ora in internet…

Per gli esodati, prevista una modifica alla riforma, per cui coloro che accettando incentivi economici dall’azienda in crisi si sono licenziati con la prospettiva di andare in pensione entro i successivi due anni   e che con le nuove norme hanno visto svanire questa possibilità, potranno accedere al trattamento pensionistico, a condizione, però, che la data di cessazione del rapporto  di lavoro risulti da elementi ‘certi e oggettivi’ .

 

Il lavoratore alla data di risoluzione del rapporto di lavoro deve risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato il conseguimento del trattamento entro un periodo non superiore a 24 mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto legge n°201 dl 2011’(4 Dicembre) .

 

Poi i Pidiellini hanno bloccato tutto… si torna in commissione !!!

 

Speriamo che l’emendamento tenga alla luce della ulteriore verifica , sarebbe grave fosse modificato in peggio.

 

Vi terremo aggiornati sull’argomento .

P Area Servizi

Benedetti Graziano

 

Comunicato Redazionale del 25 Gennaio

Anche oggi si sono avute notizie circa gli emendamenti presentati al governo per gli “Esodati”. Siamo però  in dirittura d’arrivo, infatti il 31 Gennaio ci sarà l’approvazione in Camera dei deputati del “Decreto MilleProroghe”, contenente l’emendamento per gli esodati. Per un ulteriore aggiornamento vi segnaliamo un altro articolo del “Sole 24 Ore” che fa il punto della situazione. Non Disperdiamoci. La Redazione

Comunicato del 26 Gennaio

Pubblichiamo il testo dell’emendamento uscito dalla Commissione e portato in Parlamento per la votazione del 31 Gennaio.

Articolo 6, commi 2-ter – 2-quinquies
(Disposizioni previdenziali)

2-ter. Il termine per l’emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è differito al 30 giugno 2012 e, nei limiti delle risorse e con le procedure di cui al medesimo comma 15, sono inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio di cui al comma 14 del medesimo articolo 24, come modificato dal presente articolo, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto, in ragione di accordi individuali stipulati in data antecedente a quella di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del lavoro o ad altri soggetti equipollenti, indicati nel medesimo decreto ministeriale; il lavoratore risulti in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.

2-quater. All’articolo 24, comma 14, lettera c), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «di almeno 59 anni di età» sono sostituite dalle seguenti: «di almeno 60 anni di età». Le disposizioni del medesimo articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del citato decreto-legge n. 201 del 2011, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora la predetta anzianità contributiva ivi prevista derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria.

2-quinquies. Con effetto dal 1o gennaio 2013, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani, commercianti e coltivatori diretti, imprenditori agricoli, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome dell’INPS e l’aliquota contributiva pensionistica di finanziamento e di computo per gli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono incrementate di 0,01 punti percentuali. Con effetto dal 1o gennaio 2014 le aliquote contributive di cui al periodo precedente sono incrementate di 0,04 punti percentuali e sono ulteriormente incrementate di 0,05 punti percentuali con effetto dal 1o gennaio 2015 e, in pari misura, con effetto dal 1o gennaio 2016, fino a conseguire un incremento complessivo, tenuto conto anche dell’incremento del primo periodo, di 0,15 punti percentuali.

 

 

Nel corso dell’esame in Commissione, sono stati inseriti ulteriori commi (dal 2-ter al 2-quinquies), recanti disposizioni in materia previdenziale.

Comunicato del 3 Febbraio

 

Oggetto:ESODATI di Poste Italiane il punto.

 

Vi invio l‘articolo del sole 24 ore sull’argomento di cui all’oggetto, come leggerete il 14 Febbraio  Approderà in aula dopo la discussione in Commissione.

Quindi Come SLC/ Area Servizi siamo fortemente  impegnati  ad intervenire sul Senato per le necessarie modifiche all’emendamento,  utili a fornire  una risposta più ampia ai 5000 esodati di Poste Italiane.

 

Vi allego il passaggio specifico sulla nostra proposta di emendamento :

Gli esodati Poste

 Il Decreto mille proroghe ( per ora )  salva in parte i lavoratori interessati. Ai 24 mesi previsti dalla deroga va comunque detratta la finestra di 13 mesi pertanto, rispetto al decreto Monti l’allungamento è solo di un anno. È poco.

In poste sono 5000 con l’attuale modifica ne rimangono 2500 fuori a meno che non si apponga una  modifica al Decreto  “il lavoratore i cui requisiti previsti entro il 31/12/2011 dall’articolo 24 comma 3 della legge 201/2011 sono differiti di ulteriori 24 mesi…”questo risolverebbe ( porterebbe a 36 il tempo utile) in gran parte i problemi degli esodati ( per riorganizzazione  aziendale) della più grande azienda a rete del paese. Se qualcono rimarrà fuori faremo appena possibile un accordo per garantirgli una copertura economica.

 

P. Area Servizi

Cord. Naz.

Benedetti Graziano

Comunicato del 4 Febbraio

04/02/2012

Pensioni: CGIL, il Senato deve intervenire per cambiare le norme Migliaia i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione. La CGIL rilancia l’allarme: ecco un primo elenco delle aziende coinvolte

“Si deve trovare subito una soluzione per tutti i lavoratori in mobilità, per tutti gli esodi, per tutti gli accordi individuali e collettivi, insomma per tutti quei lavoratori che per diversi motivi rischiano di rimanere senza lavoro, quindi senza stipendio, ma anche senza pensione”. L’allarme viene lanciato da Vera Lamonica, Segretaria confederale della CGIL con delega ai problemi previdenziali e del welfare.

Secondo la CGIL, non è dato sapere quanti siano effettivamente i lavoratori coinvolti perché le fattispecie interessate sono tantissime (accordi collettivi, accordi individuali, piccole e piccolissime aziende, uscite senza ammortizzatori, ecc.). “Comunque si tratta di un numero molto superiore a quello che il Governo lascia intendere e di quel bacino coperto dalle risorse stanziate finora – spiega Lamonica – ma in questo momento è sicuro che vengono rimessi in discussione anche accordi di aziende grandi e importanti, o perché sono stati sottoscritti nel lasso di tempo tra il 4 e il 31 dicembre 2011, o perché prevedono la risoluzione effettiva del rapporto di lavoro successivamente al dicembre 2011”.

La drammaticità della situazione per migliaia di lavoratori e lavoratrici è resa evidente dai primi elenchi parziali delle aziende interessate.

Per il settore metalmeccanico, Agile/Eutelia (386 esuberi), Alenia (747), Fiat Irisbus (653), FIAT Termini Imerese (640), Fincantieri (1240), Selex Elsag (230), Wirpool (495). Per il settore edile: Rdb (137), Unical (50). Per il farmaceutico, Sanofi (460), Sigma Tau (569). Nel settore dei servizi: Poste italiane (2000), Defendini (400), Telepost (125). Per il trasporto aereo: Alitalia/Meridiana e altre (5000, 4 anni di CIG più 3 di mobilità dal 2008). Poi ci sono tante altre procedure ancora aperte, tanto per citarne una, l’Alcoa con 1000 lavoratori coinvolti.

“Ma tutti questi casi – spiega Vera Lamonica – sono purtroppo solo la punta di un iceberg molto consistente. Si tratta di un drammatico limbo, di migliaia di storie individuali di persone a cui non si dà ancora nessuna risposta certa”.
“Abbiamo conquistato il risultato che la Camera riaprisse la discussione – dice ancora Lamonica – ma le modifiche apportate non sono sufficienti. Bisogna garantire a tutte le fattispecie interessate la data del 31 dicembre. Bisogna aumentare le risorse previste, non bisogna fare riferimento alla data effettiva di risoluzione del rapporto di lavoro, bensì a quella di sottoscrizione degli accordi”.

“Come è evidente – conclude la dirigente della Cgil – i guasti provocati al mercato del lavoro da una riforma violenta quanto immotivata, sono molto pesanti e vanno immediatamente affrontati e risolti. E ora il Senato può farlo”.

Comunicato del 9 Febbraio

Vi  comunichiamo due iincontri:

Il  primo si è svolto oggi a Roma davanti al Pantheon, CGIL CISL UIL hanno fatto un presidio per spingere il Governo a rivedere il Milleproroghe in materia di Pensioni
Il secondo, ci sarà il 14 Febbraio sempre a Roma dove arriveranno gli esodati di tutta Italia. Vi manterremo informati. Non perdete questo importante appuntamento, date visibilita’ con una presenza massiccia.

SLC CGIL POSTE  ROMA CENTRO

Comunicato del 15 Febbraio

Pubblichiamo il commento della Segreteria Nazionale di SLC CGIL sullo stato attuale delle trattative per gli “Esodati”, e a fine commento il link di un articolo del “Sole 24 Ore” Buona lettura. La Redazione

Ai Territori Area Servizi

Ai Coordinatori Area servizi

 

Oggetto:punto sugli esodati Poste   

 

Ieri ho partecipato alla delegazione dei lavoratori Esodati,Cassaintegrati,di tutte le Aziende, Poste, Enel,WIND,Telecom, Fiat, ricevuta dal Sottosegretario al Ministero dell’Economia Prof. Gianfranco Polillo,  dove è apparso evidente che la partita degli esodati è finita in mano al Ministro Fornero  (la copertura finanziaria passa in secondo piano ) che porrà la questione al tavolo di trattativa di oggi  con le Confederazioni CGIL CISL UIL.

 

La platea dei lavoratori Esodati  (a cui non verranno applicate le nuove regole) quindi non verrà ampliata. Il tema non viene abbandonato ma andrà (Secondo la Min. Fornero) affrontato in un altro provvedimento e con un altro strumento legislativo.

 

Per ora solo piccoli ritocchi: per esempio per i lavoratori precoci saranno computati anche i contributi figurativi delle madri con figli disabili e dei padri che hanno fruito della paternità obbligatoria. La data del 31 dicembre 2011 come spartiacque è stata garantita, rispetto ad alcune iniziali interpretazioni.

 

Oggi il testo definitivo dovrebbe essere approvato nell’aula del Senato per poi ritornare alla Camera per l’ok definitivo.

Di fronte al cortese disimpegno del Sottosegretario è apparso in modo molto chiaro  che lo Stop della Fornero ha bloccato tutto.

Alla delegazione non  è rimasto che chiedere un incontro al Ministero del Lavoro per spiegare tutte le problematiche degli esodati Poste, contribuzione volontaria autorizzata e non ( sembra 2200 casi) , mancanza di ammortizzatori sociali nel gruppo Poste , ecc ecc.

 

La battaglia continua e come vedete SLC CGIL è  impegnata in prima fila, vi terremo informati sugli sviluppi.

 

Fraterni saluti.

P. Area Servizi

Coord. Naz.

Bendetti Graziano

Articolo “Sole 24 Ore” Esodati

Comunicato del 16 Febbraio

Pubblichiamo un articolo redatto da Anna Finocchiaro e Giorgio Roilo. Buona lettura. La Redazione

16 febbraio 2012

Abbiamo votato la fiducia al Milleproroghe per aiutare il Governo nello sforzo che sta compiendo per uscire dall’emergenza economica, in direzione della crescita e ci auguriamo che il dl sulle liberalizzazioni e il provvedimento sul lavoro possano essere altri due passaggi importanti per ridare fiducia al nostro Paese.
Riteniamo pero’ lo strumento del Decreto milleproroghe obsoleto e non all’altezza dei tempi, anche se abbiamo apprezzato lo sforzo di razionalizzazione che il Governo ha tentato di fare.
Quello di cui non siamo soddisfatti e’ il capitolo riguardante le pensioni dei lavoratori precoci ed esodati.
Alla Camera qualche modifica e’ stata fatta, ma in Senato il Governo non ha apportato le modifiche ancora necessarie e individuato quelle soluzioni che ci attendavamo. L’esecutivo ha assicurato che queste soluzioni andranno individuate in un provvedimento ad hoc.
Noi vogliamo credere al Governo che però ci deve dire a quali misure pensano, con quali tempi e con quali risorse pensano di affrontare la questione.
Nella transizione non è possibile esporre all’incertezza e all’assenza di tutele lavoratori ed imprese che hanno utilizzato, il più delle volte con accordi sui tavoli di crisi del Governo, gli strumenti disponibili per affrontare l’emergenza.
Gli accordi, individuali o collettivi, che hanno disegnato un percorso che portava alla pensione devono essere onorati.
Occorre togliere rapidamente migliaia di persone da un angoscioso limbo in cui si trovano o possono trovarsi a breve sospesi, senza lavoro e senza pensione, senza alcun reddito sul quale contare.
Allo stesso modo occorre dare alle imprese certezza che i passaggi già compiuti verso la soluzione di grandi crisi non siano nuovamente rimessi in discussione, con costi economici e sociali temiamo superiori al costo dell’intervento di deroga o di interpretazione che occorre perfezionare.

Comunicato del 28 Febbraio

 

Comunicato del 05 Marzo

NFORMATIVA
OGGETTO : http://www.ilsole24ore.com/tuttopensioni-2012/tuttopensioni.shtml

 

 

Il prossimo 19 marzo Il Sole 24 ORE in collaborazione con INPS e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali realizzerà una giornata di informazione e approfondimento sulle prospettive del sistema previdenziale a seguito della Riforma, ci si può iscrivere, si possono porre domande, si può dire cosa si pensa, visto che sembra che non ci siano proteste su ciò che è già successo nei 3 anni di Governo Berlusconi + l’attuale manovra, penso sia importante che in molti pongano il proprio problema e segnalino il proprio dramma personale.

P.Area Servizi

Coord. Nazionale Graziano Benedetti

 

Articolo del 9 Maggio 2012

 

Esodati: Camusso, il decreto non va bene. Crea disparità, deve cambiare
“Il ministro ha presentato un decreto che non va bene e che deve cambiare”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, al termine del tavolo sugli esodati con il ministro Fornero. La mobilitazione, ha precisato Camusso, prosegue. Il ministro del Lavoro tornerà comunque a incontrare i sindacati nei prossimi giorni

“Il ministro ha presentato un decreto che non va bene e che deve cambiare”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, al termine del tavolo di oggi (9 maggio) sugli esodati con il ministro Fornero. La mobilitazione, ha avvertito Camusso, proseguirà.

Il ministro del Lavoro tornerà comunque a incontrare i sindacati nei prossimi giorni sulla questione di tutte quelle persone che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione, fra cui appunto gli esodati. I sindacati confederali hanno chiesto al governo di trovare le risorse affinché siano salvaguardati tutti i lavoratori esodati rispetto all’aumento dell’età pensionistica e non solo per i 65mila previsti dal decreto del governo.

“Il governo deve trovare i soldi per assicurare una soluzione a tutti – ha incalzato il Segretario Generale della CGIL – il decreto così non va bene. Crea disparità. Non ci possono non dare risposte”.

Comunicato del 27 Maggio 2012

Pubblichiamo tre documenti per gli esodati: Una nota integrativa sul decreto “Esodati”, un articolo del “Sole 24 ore” e un comunicato della Segreteria Confederale. Riteniamo fondamentale una modifica del decreto esodati, modifica che necessariamente deve dare la copertura finanziaria a tutti, senza esclusioni, ponendo fine a questa Scandalosa odissea. La Redazione

Comunicato del 12 Giugno

Esodati: Camusso, i dati Inps sui 390mila dimostrano che la riforma è sbagliata Il Segretario Generale della CGIL commenta l’ennesima polemica sui numeri delle persone che rischiano di rimanere senza stipendio, né pensioni. Oggi (11 giugno) sono stati diffusi i dati contenuti in una relazione dell’Inps su circa 390mila persone coinvolte, di cui però solo 65mila coperte dal provvedimento del governo
» Camusso, pronti anche allo sciopero ci vuole una via d’uscita che sia uguale per tutti – Intervista su ‘la Repubblica’
» Camusso, responsabilità anche di Monti, deve trovare i soldi – Intervista su ‘l’Unità’
11/06/2012

I 390mila esodati indicati dall’Inps in una relazione al governo dimostrano che il decreto del governo a  tutela di 65mila lavoratori non è sufficiente e va trovata invece una soluzione per tutti. Lo ha sottolineato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, a margine della presentazione di un libro. “Questo numero è molto utile – ha detto la Camusso parlando della cifra di 390mila – perchè conferma che questo decreto non va bene e non è realistico. Bisogna trovare una norma che dia  risposta a tutti e vanno individuati criteri che risolvano il problema”.

Sullo stesso problema nel pomeriggio la CGIL aveva diffuso una nota della segretaria confederale, Vera Lamonica.
“La CGIL – ha dichiarato Lamonica – conferma quanto da sempre affermato: qualunque sia il numero, e non abbiamo motivo di dubitare che possa essere quello reso noto oggi, bisogna dare subito risposta compiuta a questo grande problema, creato da una riforma sbagliata e superficiale, con una soluzione previdenziale per tutti gli interessati.“

“Però il gioco dei numeri ora deve finire – continua Lamonica – C’è un problema di trasparenza nei dati, che vanno resi espliciti dall’Inps, che dovrebbe essere l’ente che fornisce numeri oggettivi sui quali si assumono poi le decisioni politiche, e non altro. E c’è un enorme problema del governo: il ministro sa perfettamente che i 65 mila sono un numero ricavato dalle risorse stanziate e non certo dagli aventi diritto e che , come lei stessa ha ammesso, è stato compiuto un grande errore”.

“A questo errore ora bisogna mettere riparo – conclude Lamonica – senza altri giochi, restituendo certezza del diritto e sicurezza ai lavoratori, ma anche equità e serietà all’azione del governo, che su questo punto finora non le ha dimostrate”.

Ora si tratta dunque di trovare una soluzione che risolva il problema per tutte le persone coinvolte.

Comunicato 18 Giugno 2012

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Comunicato 6 Luglio

Sono passati circa otto mesi da quando è esploso lo scandalo Esodati. Molto si è detto e fatto, ma la spinta necessaria l’hanno data proprio i diretti interessati, arrivando dappertutto, facendo emergere  quella  situazione insostenibile che si era venuta a creare per migliaia di famiglie. Oggi ancora non è ancora chiaro il quadro.. neanche sul numero di persone coinvolte, però si vedono ampi squarci di luce all’ orizzonte e alle prime 65000 si sommano altre 55000 Persone. Segue Articolo Messagero

Consigliamo vivamente  tutti quelli che ci hanno, fino ad oggi, contattato attraverso le email di rivolgersi presso i centri INCA, dove avranno risposte certe ai quesiti e ai dubbi sulla propria posizione di Esodato.

La Redazione

Comunicato del 26 Luglio

Pubblichiamo la Gazzetta Ufficiale in cui è presente il decreto che salva 65.000 esodati. I destinatari del decreto, ovverosia, i Lavoratori che hanno i requisiti, saranno contattati direttamente dall’INPS per valutare e aggiornare la propria posizione in vista della pensione. La Redazione

 

NICOLA SCORDAMAGLIA

Sono un esodato volontario con scambio del figlio, che è stato assunto a Roma dove studia e paga un affitto di 500 euro mensile più le spese, un cancro si è portata via mia moglie, e da qui inizia la mia profonda sofferenza e il mio dramma economico costringendomi a vivere con una reversibilità di 375 euro al mese di mia moglie e con un mutuo da pagare. È evidente l’impossibilità di poter vivere, faccio qualche lavoretto, ma non basta neanche per potermi nutrire. Ho lasciato poste italiane con 32 anni di servizio e adesso ho 58 anni.
Cosa potrei fare per avere un sussidio che mi possa accompagnare alla pensione?

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