Esodo Incentivato: Che Cosa Fare?

esodati

Oggi affrontiamo, in risposta alle tante richieste, il tema del cosiddetto “Esodo Incentivato” un termine entrato nel lessico comune nel Novembre 2011 dopo la tristemente famosa Riforma “Fornero”, una legge che con lo spudorato pretesto di un biologico progresso dei limiti di vita della “Italica Gente” allontanava il traguardo agognato da ogni Lavoratore…La Pensione. Il primo effetto di questa legge è stato quello di mettere seriamente in crisi centinaia di migliaia di Lavoratori (Esodati) e relative famiglie, trovatesi da un giorno all’altro in un vero e proprio “Limbo”, né Lavoratori né Pensionati…una situazione drammatica dove si è arrivati ad atti estremi come i suicidi e che ancora oggi non è del tutto risolta.

Da qualche tempo però questo “Esodo” è oggetto di forte interesse per tantissime Lavoratrici e Lavoratori non propriamente vicinissimi alla pensione.

L’esodo incentivato è uno strumento che viene utilizzato dalle aziende con il personale che è vicino per età e anzianità lavorativa al limite consentito per svolgere una attività lavorativa professionale. La azienda propone al dipendente la sottoscrizione di un suo licenziamento volontario e offre allo stesso una cifra incentivante che varia a secondo dello status del Lavoratore. A questa forma base sono state aggiunte delle varianti, ad esempio Poste Italiane offre il progetto “Mix”, un progetto che prevede al posto del incentivo economico, l’assunzione Part-Time di un figlio del dipendente.

Sappiano bene tutti, che le condizioni lavorative, dei settori coinvolti dalle riorganizzazioni hanno subito un peggioramento. Tante sono le Persone stanche di un cattivo lavorare, persone oneste che hanno sempre posto questa virtù anche nel lavoro, ma che oggi cercano una via di fuga. Aggiungiamo poi una crisi profonda, che non è soltanto economica, ma anche culturale, sociale, una crisi che vede il 40% della popolazione dei disoccupati non superare i 25 anni di età…in pratica il motore che dovrebbe dare la spinta lo teniamo spento. Allora una Madre o un Padre a cui mancano 5-10 anni alla meta preferisce sacrificarsi e lasciare il posto al proprio figlio disoccupato visto che l’azienda ti offre l’opportunità.

Ma le aziende non fanno filantropia, ed è logico che in questo gioco anche l’altra parte deve guadagnarci. Nel caso dell’esodo incentivato il risparmio per l’azienda è fatto di stipendi e di tipologia dei contratti di lavoro. In parole povere oggi al dipendente (Portalettere con oltre 30 anni di anzianità di servizio) vengono offerti l’ammontare totale contributivo, 8000-9000 euro per ogni anno mancante…lordi , mentre tutta la parte retributiva rimane nelle casse aziendali. Per il progetto “Mix” il risparmio è anche nella tipologia di contratto di lavoro. Si passa da rapporto di lavoro Full-Time ad un regime Part-time con poche possibilità da parte del neo-assunto di vedere trasformare il proprio rapporto in full-time. Per questo 2014 è prevista l’accettazione di 1200 richieste e visti i preamboli, le richieste saranno sicuramente tutte coperte.

Perciò quello che consigliamo ai tanti che ci chiedono cosa fare è usare il buon senso e fare bene i “conti”. Un eventuale ripensamento del Lavoratore dopo la firma non è previsto.

La Redazione

 

Maria Cristina

Buonasera.sono impiegata alle poste dal dicembre 1984.Vorrei dare le dimissioni in quanto non riesco più’ a reggere le continue persecuzioni psicologiche. Vorrei avere un’idea indicativa di ciò’ che mi spetta .Ringrazio distinti saluti.

gabri

salve, oggi convocata per esodo incentivato, ho 38 anni di servizio e 57 età, legge 104 e 2/3 di invalidità ovviamente sono un peso per l’azienda, ma con quello che offrono come incentivo facendo il calcolo dei 4 anni che mancano riuscirei a ricavare (forse) 900 € al mese, direi che sono più tutelata se rimango al lavoro

Angelo marcomeni

Vorrei sapere quando andrà in pensione mia moglie che ha firmato con poste italiane contratto mix dal 2011 non prende ne pensione con 28 anni di contributi a quando la pensione..

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