Buonuscita 1998: Liquidazione lontana

Pubblichiamo la richiesta di informazioni all’Azienda, da parte di SLC CGIL Nazionale circa lo slittamento dell’erogazione della parte di buonuscita spettante ai dipendenti che vanno in pensione. Di fatto i dipendenti di Poste, azienda ormai privata, vengono equiparati ai colleghi pubblici e come tali vengono applicate le norme dell’articolo 1, comma 22, del decreto del 13 agosto 2011. Ricordiamo che la famigerata tranche è ibernata dal lontano febbraio 1998 e mai liquidata nel passaggio da pubblico a privato ed ora specie per chi ha accettato l’esodo incentivato, la sua riscossione diventa più lontana. Forse sperano che i poveri, malpagati, sfruttati, postali tirino le cuoia prima di poter riuscire a spendere i propri soldi guadagnati con 40 anni di lavoro onesto. Buona Lettura. La Redazione.

 

 

Sindacato Lavoratori Comunicazione

Roma, 2 Novembre 2011

Dottor Claudio Picucci
Resp. Risorse Umane Centrale
Dr. Paolo Faieta
Resp. Relazioni Industriali
Poste Italiane S.p.A.
Viale Europa 175
00144 ROMA

Apprendiamo da una comunicazione inviata ad una lavoratore di Poste Italiane dal Dott. Domenico Scrino, Commissario presso la Gestione Commissariale Fondo Buonuscita per i lavoratori di Poste Italiane, contenente informazioni circa i tempi di pagamento dell’importo lordo dell’Indennità di Buonuscita calcolata alla data del 27/02/1998, che si richiama l’art.1 comma 22 del decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138, convertito in legge del 14 settembre 2011 n. 148 quale elemento preso a riferimento per decretare lo slittamento di 24 mesi in avanti per l’erogazione della stessa. Questa interpretazione della norma, che immaginiamo sia assolutamente unilaterale, appare a nostro avviso curiosa, non essendoci alcun riferimento ai lavoratori di Poste Italiane neanche nella Relazione Tecnica del decreto legge 138. Ci chiediamo quindi come si possano equiparare le lavoratrici e i lavoratori di Poste Italiane ai dipendenti del pubblico impiego, così come non comprendiamo il motivo per cui si cerchi di applicare una norma che ha come finalità quella di concorrere al risanamento della finanza pubblica ad un fondo chiuso, che evidentemente non ha effetti sul bilancio dello Stato; conseguentemente, ci domandiamo quale interesse possa avere la GFB PI a dilazionare nel tempo somme che oltretutto, lo ricordiamo, sono già state penalizzata dalla mancata rivalutazione, bloccata dal 1998, così come sarebbe utile a questo punto conoscere l’entità dell’importo “bloccato” presso questo Fondo. Alla luce di quanto sopra esposto, è evidente che sia necessario e urgente fare chiarezza sulla questione, anche perché gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, sono investiti dal problema avendo concordato con Poste Italiane S.p.A forme di esodo incentivato. Questi ultimi si troverebbero dunque, secondo quanto affermato dal Dott. Scrino, a non poter contare sulla somma relativa alla loro buonuscita (maturata fino all’anno 1998) nei tempi considerati certi fino a poche settimane fa. Certi di un sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti.

p. la Segreteria Nazionale SLC CGIL
Barbara Apuzzo

Marco Palumbo

Certo che una bella sciacquatina di panni in Arno non farebbe mica male! 🙂

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
D. P. VI

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