Approfondimento per gli addetti ai lavori ovvero…La Discarica

La descrizione di quello che vedo e che vivo dopo 35 anni di Recapito attivo è la stessa che farei per descrivere la discarica della mia città. Dove io quotidianamente lavoro è un immondezzaio non un ufficio postale. Un immondezzaio dove gli operatori in stragrande maggioranza giovani precari cercano invano di tamponare un disastro provocato da persone strafottenti e arroganti, individui che in altre epoche sarebbero stati passati alle armi per alto tradimento allo Stato, tutto sotto il compiacimento della organizzazione sindacale CISL e dei suoi accoliti, veri e propri delinquenti che fungono da interfaccia tra una azienda pilotata da un manipolo di criminali in colletto bianco e lavoratori impauriti da minacce spauracchio o comprati con quattro spiccioli. Le zone della città vengono servite da questo ufficio non a giorni alterni ma a settimane alterne. Il portalettere non è un efficiente operatore telematico ma un coraggioso soldato dotato di mezzi rottamati e obsoleti, senza divisa, senza le necessarie coperture per prevenire infortuni o ripararlo da intemperie, mandato in prima linea a consegnare la corrispondenza per dieci-dodici ore quindi ben oltre il proprio orario di servizio ma pagato con la truffa della copertura areola, la quale nasconde il reale monte ore erogato da questo soldato. L’interno dove gli operatori svolgono le procedure di acquisizione o scarico della corrispondenza è un enorme capannone progettato per stivare materiali, disseminato di corrispondenza mista a reali rifiuti, la cui pulizia è affidata ad una persona sola di oltre 60 anni munito di una lorda scopa. I servizi igienici…igienici per modo di dire, servono centinaia di operatori e sono degni delle più fetenti discariche di materiali organici. Gli effluvi prodotti sono cosi pestilenziali da essere costretti alla apnea per evitare di contrarre qualche malanno. Le vie di fuga previste per le emergenze sono intasate di carrelli, ceste, immondizie, corrispondenza, materiali di scarto, caschi inutilizzati, pezzi di parti meccaniche dei motorini, quindi nel caso di una reale emergenza la fuga sarebbe semplicemente una ecatombe. La dignità di ogni singolo giovane operatore precario viene giornalmente calpestata e coperta da escrementi verbali, mentre la costante minaccia di un mancato rinnovo contrattuale è l’innesco per far compiere allo stesso disservizi e pratiche illegali nelle consegne. Questo e altro ancora è lo stato reale e attuale e di un grande ufficio di Poste Italiane…questa è la pura è semplice verità descritta molto brevemente da un vecchio e stanco soldato.

 

 

 

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *