Approfondimenti: Poste Italiane S.p.A.

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Poste italiane, una complessa ed articolata Azienda con molte contraddizioni. E’ una delle poche aziende in Italia che gestisce gli esuberi, derivanti dalle riorganizzazioni messe in campo in questi anni, senza ricadute occupazionali; un’Azienda che ha, come molte altre, attuato un piano di tagli lineari(nel suo caso sui servizi postali), al fine di ottenere dei risparmi immediati, avendo poca considerazione del conseguente peggioramento della qualità del servizio reso, nonostante sia un’azienda con bilanci in attivo.

Le contraddizioni si fanno più evidenti quando assistiamo alla possibilità di un ‘investimento’ in Alitalia, un’azienda decotta, mentre continue riduzioni vengono subite da Aziende in appalto che svolgono lavori essenziali:

– negli impianti di meccanizzazione, 100 Lavoratori su 260 sono a rischio di perdita di posto di lavoro, nonostante i presidi dei CMP siano già in sofferenza, con evidenti rischi anche per la sicurezza dei Lavoratori di Poste italiane;

– le pulizie, dove Lavoratori Part time che già oggi non riescono a coprire il lavoro in tutte le sedi, con conseguenti disagi di igiene per i Lavoratori di Poste italiane, vivono un permanente stato di precarietà e si vedono decimati ad ogni assegnazione di nuovo appalto;

– le agenzie di recapito, dove da mesi i Lavoratori non percepiscono la retribuzione e continuano a lottare per il Lavoro.

Un ulteriore grande problema, deriva dall’incapacità organizzativa del gruppo dirigente, ed alcune vicende fanno emergere con chiarezza questo tema.

Ottenuta una commessa importante come l’Equitalia, immaginiamo degli importanti ritorni economici ed invece, ci troveremo a pagare delle ingenti penali per le notifiche non consegnate, oltre al malcontento tra i Lavoratori, ai quali era stato garantito che ci sarebbe stata l’individuazione di personale ‘volontario’ che avrebbe effettuato esclusivamente questo servizio. Ad oggi la Direzione, impone questo servizio a tutti i Porta lettere, già oberati di lavoro a causa degli ampliamenti delle zone, a loro volta derivanti dai tagli voluti per risparmiare.

Quando si taglia sul personale e si nega l’accesso al Part time, prevedendo contestualmente in modo strutturale, straordinari ed assunzioni di contratti a tempo determinato, le contraddizioni ricadono sulla qualità della vita di chi lavora con dedizione per questa grande Azienda, eppure purtroppo ciò accade.

Chi lavora agli sportelli fornisce servizi molteplici, subendo l’imposizione di offrire servizi di ogni sorta senza un’adeguata formazione specifica. Ultima novità, la vendita delle sim, cosa che metterà in grande difficoltà chi dovrà gestire il contatto col pubblico, un pubblico composto da cittadini che ormai sempre più preparati ed esigenti, esigono giustamente, di ricevere una vera assistenza.

La formazione è un grande valore aggiunto, che purtroppo in Poste italiane, non gode di grande considerazione in molti settori.

Dunque torniamo alla qualità, una qualità che si raggiunge solo investendo nel personale, formandolo, dandogli gli strumenti necessari a rendere l’azienda competitiva.

Poste italiane aveva una capacità che nessun’altra azienda italiana ha mai avuto, la diffusione sul territorio oltre alla forza data dalla necessità dei cittadini, di recarsi negli UP. Quando la direttiva aziendale è quella di pubblicizza la possibilità di pagare i bollettini tramite lottomatica e tabaccai, quando taglia zone lasciando scoperti interi paesi, allora ci si rende conto che si sta volontariamente anche se inconsapevolmente allontanando dagli utenti e potenziali clt, coloro ai quali solo un contatto diretto darà l’opportunità di scegliere i servizi offerti.

In sostanza, Poste italiane sembra essersi avviata verso un percorso che ha già dato risvolti negativi in centinaia di altre aziende.

Poste italiane è un Azienda di proprietà dello Stato, gruppo con settori diversificati che ha grandi responsabilità nel Paese, un’Azienda che dovrebbe sviluppare un vero Piano Industriale che guardi dall’alto, per tornare ad investire in modo produttivo e dal basso per assumere decisioni coerenti con il piano stesso, magari, partendo dalla sua disorganizzazione, probabilmente, se ciò accadesse, ci si renderebbe conto che se son fosse per la grande professionalità e capacità dei suoi dipendenti, il suo sistema avrebbe collassato da tempo.

Genni Bagalà

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