Approfondimenti: Il Potere disciplinare in azienda

Riportiamo alla vostra attenzione un articolo da noi pubblicato il 2 Agosto 2010 ritenendolo quanto mai attuale. Affrontava il delicato tema del Potere che hanno le Aziende, nel nostro caso Poste Italiane SpA , di agire l’applicazione di un provvedimento disciplinare, in caso di violazione del Codice Disciplinare contenuto all’interno del Contratto.

Non vi è nulla di nuovo , è sempre stato così, il Codice Disciplinare è parte di tutti i Contratti di tutte le categorie, a Garanzia e Tutela delle regole condivise da entrambe le parti, diritti e doveri a cui tutti ci dobbiamo attenere.

Lo spirito del potere Disciplinare prima ancora che sanzionatorio, ha uno scopo rieducativo, di monito, di avviso. Deve tendere al recupero del comportamento errato, ovviamente secondo la gravità della violazione.

La sanzione deve avere carattere di omogeneità (deve essere uguale per tutti coloro che commettono la stessa violazione) deve essere tempestiva( contestata subito) ma soprattutto non deve divenire uno strumento di gestione.

Fino a qualche tempo fa, le discipline venivano giustamente fatte per tematiche gravi, via via sempre di più, il provvedimento disciplinare è divenuto anche uno strumento mirato a colpire per scremare, chi è indesiderato perché sindacalista, chi non si sottomette alle regole non scritte, chi presumibilmente è un assenteista, chi non è proprio perfetto fisicamente, chi ha superato una certa età, chi non sta con il “padrone”, (ce ne sono sempre più di uno) e ancor più se si tratta di queste unità e in settori in esubero .

Quanto accade nel territorio, è un abuso di questo istituto, agito dai terminali delle linee aziendali. Direttori, capo squadra,ex operation, alle Aree Centrali anche Capo Settore e più su.

Non è raro, in alcuni settori in particolar modo, più amministrativi, sfociare nel mobbing. Si nel mobbing, vogliamo proprio dire mobbing.

La strategia attuata in questi ultimi mesi è vecchia, innescare la paura, ripetere continuamente attenzione…attenzione…ti licenziano, vi licenziano…se non ce la fai…stai attento…Con il preciso intento di spingere la dove si sa che il terreno è fertile, persone più deboli, con patologie, timorose, più si minaccia e più aumenta la possibilità che sbaglino, che reagiscano.

Nel contempo però, si vedono, si incontrano, si affrontano, situazioni gravissime che seguono altre dinamiche, vi è comprensione, si aspetta, ci si accontenta delle scuse, alcune volte non ci sono neanche queste.

In questo momento bisogna fare attenzione, molta attenzione, dal 19 Luglio le cose sono cambiate, la Riforma del Lavoro, le modifiche all’art. 18 sono una realtà. In precedenti articoli vi abbiamo spiegato più volte le conseguenze giuridiche del Collegato Lavoro, (leggi articolo) era il primo passo, il secondo doveva essere l’inserimento della Clausola Compromissoria nel CCNL ( leggi comunicato ) alla quale solo la CGIL si è opposta e poi modifiche art.18 e Riforma del Lavoro ( scarica testo specifico per i lavoratori delle comunicazioni).

Se aggiungiamo che ci affacciamo ad una riorganizzazione, il gioco è fatto.

Noi non esprimiamo pareri in questo momento relativi alla divisionalizzazione dell’Azienda, vedremo cosa accade, ma certamente , onoriamo il nostro incarico di sindacalisti , informandovi e sostenendovi, se rimanete vittime di discipline ingiuste. Non fate da soli, chiamate il sindacalista della CGIL o la RSU , e chiedete aiuto. Non fate da soli neanche quando avete un problema di lavoro che vi fa temere qualcosa, non rimanete soli quando venite messi sotto pressione o minacciate. Chiamate, chiedete aiuto anche ad un collega. L’unione, la condivisione, la trasparenza ci salvano in molte occasioni.

Giustamente , il quotidiano scorre per molti di noi, nell’impegno primario di lavorare, pensare alla famiglia, alle tasse, alla scuola, al mutuo, all’IMU ecc…e non c’è tempo ne molte volte la consapevolezza e la conoscenza che ci sono anche molte insidie nel nostro lavoro. Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a risolvere le cose in casa, con il Direttore , con le RSU,con le Relazioni Industriali. Oggi dobbiamo sapere che non è più così.

Quindi, lavorare a regolamento, sostenendosi a vicenda, chiedendo aiuto e chiamando il Sindacato o le RSU. Non si gioca più. Non fidatevi di chi vi dice….hai un problema, dimmi……chiedere appoggio al potere, sembra rassicurante ma un attimo dopo sarete schiavi della paura e del ricatto.

Buona lettura.

La CGIL  in Poste c’è Non Disperdiamoci

La Redazione

 

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