[book id='5' /]
La nostra Azienda, quest’anno festeggia 150 anni di attività,150 anni in cui le donne e gli uomini che l’ hanno resa grande, considerando il loro lavoro un servizio ai cittadini e molto di piu’, non sono stati ringraziati come dovrebbero. Al contrario, il 2012 e’ un anno difficile che vede una riorganizzazione importante di tutti i settori, dichiarazioni di esuberi, chiusure di interi settori. Qualcuno avrebbe dovuto dire un Grazie, sincero e perchè no affettuoso, riconoscente a chi nonostante la diversità delle lavorazioni, dei settori, dei salari, dei premi, delle condizioni di lavoro, degli inquadramenti ha sempre ragionato come appartenente alla stessa Azienda in virtu’ di un unico sentire, Dare un buon Servizio ai cittadini . Molto è cambiato in 150 anni come è normale e giusto che sia, dal 1862 ad oggi, possiamo dire che il Mondo si è trasformato e Poste Italiane con esso. Proprio il campo della comunicazione, ha subito una totale rivoluzione, passando dalla lettera che veniva consegnata a mano dal postino a cavallo ai soldati in prima linea rischiando la propria vita, a internet, alla posta elettronica, alla globalizzazione della comunicazione. Anche nel campo dei servizi finanziari ,dallo stesso anno con il vaglia e poi il libretto postale, i buoni fruttiferi, il conto corrente postale, la carta postapay ,i pagamenti online, posta mobile non ci siamo mai fermati -
Poste Italiane .grazie al risparmio postale, da sempre contribuisce e aiuta il Paese in momenti difficili, contribuisce alla costruzione di infrastrutture necessarie per tutti.
Poste Italiane e la Fiat, sono state il marchio dell’Italia all’estero e il polmone dello Stato Italiano, per occupazione, sviluppo, innovazione, e rinascita come nel periodo post bellico, periodo difficilissimo in cui la ricostruzione è stata possibile grazie anche ai capitali di Poste Italiane.
Fino ad oggi siamo riusciti ad accompagnare queste trasformazioni epocali, in modo quasi indolore, vi sono stati momenti di grande impegno, disorientamento, pressioni, ma nonostante questo non ci sono mai stati licenziamenti, ne cassa integrazione, ne cessioni di ramo d’azienda come al contrario è accaduto in Fiat o in Telecom. E’ stato attivato il Fondo di solidarietà, l’esodo incentivato che fino ad oggi, prima della Riforma delle Pensioni , non aveva dato ricadute negative e che anche oggi, confrontando il numero “degli esodati di Poste Italiane” residuale,e in attesa di prossima definizione, è inferiore a quello di altre aziende. Tutto questo è stato possibile per la lungimiranza della politica , delle parti sociali e del personale tutto che si è adattato riciclandosi, imparando servizi sempre nuovi, affrontando scadenze importanti, con la generosità che li ha sempre distinti, borbottando, protestando, per i salari bassi ,per le condizioni di lavoro, per la scarsezza dei mezzi, sempre pronti però ad anteporre il Servizio ai cittadini ai loro bisogni.
Siamo convinti che la nostra natura non sia mutata e che anche oggi continuiamo ad essere un ammortizzatore sociale importante, se pensiamo all’enorme cifra accantonata e mai utilizzata, se pensiamo al passaggio di Ipost all’Inps, al congelamento dei contributi ante Spa, alla indisponibilità della liquidazione non prima dei 24 mesi, a Cassa Depositi e prestiti, e per scendere in basso, agli straordinari c ottimizzati o non pagati, ai ticket’s ormai presenti molto spesso solo sulla carta, agli errori sulle buste paga……intimamente sappiamo che stiamo concorrendo al bene comune, e questo ci renderebbe orgogliosi e forse anche piu’ motivati se la gestione politica del paese e di Poste Italiane, di questi ultimi anni non avesse mirato al Cuore di questa Azienda, determinando il definitivo deteriorato del valore aggiunto di questa categoria, il clima interno, la solidarietà, lo spirito collaborativo, la voglia di festeggiare insieme scadenze importanti, come matrimoni ,compleanni .Eravamo “ i Postali “,orgogliosi, radicati, riconosciuti e riconoscibili. Oggi siamo ancora “i Postali”, apprezzati, compresi, alcune volte anche sostenuti ,ma solo dai i Cittadini ,paradossalmente chi ci dovrebbe attaccare essendo noi l’interfaccia del disservizio ci apprezza e chi ci dovrebbe dire Grazie per tutto quello che ben conosce ,non lo fa. Il deterioramento dei costumi, la mercificazione di tutto, l’innescarsi di accordi personalizzati, di scambi ha portato in Poste, lo stesso degrado che c’e’ nel Paese.
Noi ringraziamo Poste Italiane per le bellissime immagini che ha tratto dall’archivio storico, immagini bellissime, che ritraggono donne e uomini lavoratrici e lavoratori e cittadini che fruiscono dei nostri servizi.
Le foto ritraggono il dopoguerra, il ’54, gli anni 60…l’inizio della posta pneumatica…altri tempi, lontanissimi dall’attuale situazione e pure simili . Anni di ricostruzione e di fiducia, di forte spinta economica . Siamo convinti che, Poste Italiane anche questa volta riuscirà nel difficile intento di “Consolidare il Passato proiettandosi nel Futuro” e allora come oggi , contribuirà alla Rinascita…del Paese.
Nel mentre un Grazie a noi tutti e un abbraccio virtuale a tutte le donne e gli uomini che dal 1862 ad oggi si impegnano con i valori di ieri e gli strumenti di oggi.
La Redazione














