Donne: Quale futuro?

Ripubblichiamo l’articolo: Donne…quale futuro? perché nella pubblicazione precedente mancano alcuni importanti passi. La Redazione

Gli annunci e le denunce non mancano ma crediamo sia giunto il momento di fare di più. Crediamo sia giunto il momento della coerenza politica e soprattutto della solidarietà e presenza delle donne, ricordando che ciò che siamo è la Storia delle donne che ci hanno preceduto, e che questa non è mai stato separata dall’uomo nel bene e nel male. Ipazia, per riprendere l’Ispiratrice del nostro Coordinamento donne SLC CGIL Regionale, non si è mai rivolta solo alle donne, al contrario credeva nella parità dei sessi e nella forza regolatrice della conoscenza e della scienza. Ipazia, ha affermato la parità dei sessi e dell’intelletto, indispensabile al Progresso. Non vi può essere Progresso, non ci si può definire Progressisti se non si ricerca il confronto e la capitalizzazione delle idee, le idee non hanno sesso…

Nei primi sei mesi dell’anno sono state uccise 72 donne ,l’87% sono delitti consumati in famiglia e da uomini, i figli sono spesso testimoni di questi delitti, e solo grazie al sostegno di organizzazioni come “Il telefono rosa”è possibile dare coraggio e voce alla violenza silenziosa che si consuma tra le pareti di casa. La stessa cosa avviene per le violenze sui minori, spesso, troppo spesso si tratta di bambine. La storia delle donne lo sappiamo è fatta di emarginazione, di silenzi, di colpevolizzazioni. La nostra intelligenza, forza, concretezza, mette paura, tanto da tenerci lontane dai luoghi di potere, decisionali, mentre si creano alibi utili a poter dire che tutto è applicato nel rispetto della parità tra i sessi, ma quella parità troppo spesso è come la media del pollo, la percezione è che mangiano tutti ma la realtà è che solo una parte ha la pancia piena e quella parte è propedeutica ha chi decide. In momenti di crisi come questo, le prime ad essere respinte nel silenzio sono le donne, e noi aiutiamo spesso questi meccanismi anziché ostacolarli, facendoci carico di responsabilità sociali che non dovrebbero essere nostre. Chi ha potere lo sa, se si deve scegliere meglio un uomo o donne simili a uomini. E’ naturale per certi uomini che la donna stia a casa, si occupi dei figli, dei genitori, della spesa, di amministrare i soldi, di tirare la carrozza, come si dice .Non è un caso che in questi ultimi anni ci si è rivolti alle donne proprio come brave massaie, risparmiatrici e amministratrici familiari, perche’ fanno la spesa e quindi sanno……..”Pensateci voi..chi meglio di voi…”

Ipocrisie che hanno avuto vita facile, grazie ad una politica che ha smesso di creare sogni, grandi progetti , progresso e ha lasciato che il Presidente del Consiglio per molti, troppi anni, sostituisse gli ideali, i valori con effetti speciali, che divenisse lui un creatore di sogni, che si insinuasse nell’immaginario collettivo creando facili aspettative di ricchezza, di potere, raggiungibili con lo scambio, la mercificazione, il sesso.

Le donne che non ci stanno fortunatamente sono molte , quelle che non accettano di essere sottomesse , marginali, lottano tutti i giorni in un corpo a corpo che spesso sfinisce e fa riflettere. La domanda che ci si pone, proprio perché siamo concrete è “ma ne vale la pena? Sarà utile?”.

Si vale la pena sempre, perché anche se non ne vedremo i frutti noi, li vedranno le nostre figlie, e le nostre nipoti, e le figlie delle nostre nipoti, come è stato fino ad oggi, in un cammino difficile si ma di Progresso. Purtroppo vi sono delle fasi storiche ,come quella che stiamo vivendo, che sembrano di arretramento, di stasi, di attacco ai diritti che ci siamo conquistate. Dobbiamo essere vigili, unite, grilli parlanti, ma non solo. Avrete notato come nei momenti di crisi, sociale, politica, del lavoro, quando c’è bisogno di far presa, di rispolverare gli ideali, i valori, la democrazia, la passione, di comunicare le cose trasmettendo sincerità . di far credere che si fa sul serio, improvvisamente spuntano le donne. Paradossalmente nei momenti di maggiore arretramento sociale, sono proprio le donne che vengono fatte arrivare ai posti di comando. E si, perché le donne (madri) trasmettono fiducia, sono loro che hanno l’onere….” di metterci la faccia”, vengono scelte perché sono brave? No perché sono credibili. Non prestiamoci a questo “giochetto” ,rifiutiamoci di essere “usate” quando fa comodo e poi ricacciate in un angolo. Ma soprattutto, non rinunciamo ad essere noi stesse per occupare posti di potere.

Anche il futuro delle donne di Poste Italiane, è dentro questi meccanismi, cio’ che serve alla vetrina viene posto in prima pagina, quello che vivono tutti i giorni nei posti di lavoro al contrario viene sottaciuto, assenza di sicurezza, molestie, stress, nessun intervento per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, carichi di lavoro che non tengono conto della differenza di genere, emarginazione professionale con esclusione dai percorsi di crescita per le Over 50 in contrasto con progetti finanziati che dovrebbero essere finalizzati proprio alla formazione e crescita continua. Sono l’anello debole di una Azienda in riorganizzazione, che vede le donne penalizzate prima per il loro ruolo di madri e dopo perché troppo grandi. Vanno bene per i servizi attivi, finchè reggono e poi se non ce la fanno …via, esoneri, inidoneità, impossibilità di applicarle altrove, licenziamento……Nessun riconoscimento per lo stress fisico prodotto dalla maternità e poi dal lavoro come sportelliste , portalettere, applicate nei CMP, che provoca un danno biologico riconosciuto dalla legge e che al contrario dovrebbe vederle applicate in altri servizi. No li non ci vanno le portalettere over 50 ci vanno i nuovi assunti o i neo laureati o…..

Riproponiamo alla vostra attenzione due documenti, uno è un articolo pubblicato sul giornale Mercurio, della Resp. Pari Opportunità Lazio e l’altro è un importante documento Unitario delle componenti del Comitato Pari Opportunità Lazio, che denuncia e richiede all‘Azienda un intervento proprio sulla discriminazione che le donne Over 50 subiscono in Poste Italiane. Riteniamo utile aprire una discussione nel nostro Forum, vista la delicatezza e l ‘urgenza di questi temi. Buona lettura e scrivete le vostre valutazioni e suggerimenti , la rete e il confronto servono a tutti. Non Disperdiamoci

La Redazione

 

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