6 Maggio 2011: Sciopero generale C.G.I.L.

La SLC-CGIL di Roma Centro, invita tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero del 6 Maggio. Lo sciopero è una giornata di lotta di tutti quei lavoratori che al di là delle diverse appartenenze politiche sentono l’urgenza di ripartire dal lavoro e dai posti di lavoro. Delegare non è più uno strumento, bisogna esserci in prima persona. Inoltre i ricatti e l’isolamento a cui è sottoposta la CGIL  sta portando solo un aggravio alla già precaria vita di tutti i giorni. L’attacco, perché di attacco si tratta, ha una strategia precisa, è un attacco all‘unica OS che ancora si batte per i diritti dei lavoratori. Stanno tentando di umiliare la più grande Organizzazione Sindacale, quella che ancora lotta con competenza, rigore, coerenza e responsabilità al fianco dei lavoratori e dei cittadini. Ma se pensano di vincere, di mortificare questa CGIL, per dare un segnale a tutti gli altri, si sbagliano. Il sindacato non è nato, né vive per gestire le strategie di potere economico al fianco dei padroni, ma per difendere il diritto collettivo di donne e uomini che lavorano onestamente. Usare il potere per soggiogare e controllare, donne e uomini che per vivere e crescere i propri  figli hanno mille euro è da vigliacchi, massacrare pensionati già in ginocchio, con pensioni da fame, mettere alla gogna portatori di handicap, lasciandoli senza tutele né aiuti economici è addirittura diabolico. Uno Stato che lascia soli i propri cittadini è uno Stato destinato al fallimento. Quei Dirigenti che si sentono così potenti, foraggiati con stipendi milionari, lo sono solo per volontà della politica e delle logiche mafiose. Una dirigenza a immagine e somiglianza dell’attuale classe politica, arrogante, ignorante, padrona come vorrebbe essere  delle nostre vite. Il 6 Maggio, saremo in piazza, donne e uomini di questo paese, vicini, spalla a spalla, uniti da uno scopo comune: far sentire la voce di chi lavora e vive onestamente. Noi non arretriamo né ci arrendiamo, di fronte al licenziamento senza giusta causa, ai collegi arbitrali, alla balcanizzazione dei salari, all’azzeramento dei tempi di vita, del tempo libero da dedicare alle nostre famiglie, alla cultura, alla morte sui posti di lavoro, ai suicidi per mancanza di lavoro. Quindi se siete indecisi, pensate alle offese, pensate ai salari, pensate all’arroganza con cui la nuova dirigenza ci tratta tutti i giorni sui posti di lavoro e pensate che 70 euro in meno non ci renderanno più poveri, ma aderire allo sciopero ci renderà certamente più ricchi dentro e più forti. Non Disperdiamoci.

La Redazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.